Tutti guardano al mare

Non che sia stata una scelta azzeccata mettersi a camminare sul lungomare, quel pomeriggio.
Lo faceva sempre, da quando tornava in quella città soltanto poche volte all’anno, e come tutte le altre volte tornava a camminare lungo quel tratto tra il prato ed il mare, mentre cinquantenni appesantiti trovavano nel sudore consolazione alle proprie frustrazioni e coppie si fermavano a guardare aquiloni. La sua mente leggera prendeva a confondersi, disabituata a quell’improvviso silenzio dai noiosi e claustrofobici pensieri lavorativi. Era lì per ritrovare la città e cominciava a perdere contatto con la terra. Si sedette su quelle panchine colorate, che oramai smussate da più parti mostravano la propria anima di cemento. Si distese su di esse e prese le cuffie che uscivano dal suo maglione, ma la modalità casuale, che normalmente utilizzava, continuava a riproporre note di Nick Drake e Charlotte Gainsbourg, che irrispettose incentivavano una malinconia che lentamente affiorava, e che latente sentiva da qualche ora. Neppure i sorrisi e gli sguardi delle due rumene sedute accanto a lui sembravano interessargli.
Pensava piuttosto che più che una medicina per l’anima, il ritorno a casa fosse un secchio che ripescava in un pozzo nel quale rimanevano soltanto ricordi e malinconia delle quali poteva fare a meno.
Con questi pensieri prese la strada del ritorno, guardandosi intorno ed accorgendosi che tutti, alla fine dei giochi, guardano il mare.
Da PERSONALI

E abbiate pietà di me, se mi son fissato con le lomografie.

5 pensieri su “Tutti guardano al mare”

  1. Se porto questo link su qualche forum di fotografia ti vengono a cercare a casa con le fiaccole! (prepara la macchina fotografica che l'arrivo sarà scenografico…).
    Ciao,
    Emanuele

  2. Non l'ho capita questa, perché mi vengono a cercare con le fiaccole?
    Per mettermi al rogo?
    Oh, ho tirato fuori il meglio che potevo dalla ridicola camera dell'iphone

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