La fantasia, ecco cosa manca

Le strade, svuotate dal caotico trambusto, con qualche sporadico ronzare di motorino carico di pizze, la camminata che si faceva veloce fino a sparire nell’androne di quel condominio. Ed infine il piacere intimo e collettivo dell’ansia per un pallone che, spinto da una parte all’altra del campo, trasporta emozioni. Lo sbuffo annoiato ed irritato, la critica solerte, la speranza taciuta, finchè non arrivi la rete. Ed allora la corsa verso il balcone con i coperchi scippati dalla credenza, e il caos tornare ad impossessarsi dell’intero isolato, per qualche minuto, prima di ripiombare nel silenzio dell’attesa.
Probabilmente dovunque sarà così. Se non ricordo male.
Ma la fantasia manca, a quest’Italia, lo dicono tutti.

5 pensieri su “La fantasia, ecco cosa manca”

  1. Beh, dalle mie parti si urla è vero, anche se oramai molto meno di una volta, ma prendere i coperchi ed improvvisarsi suonatore di piatti (o percussionista) non l'ho mai visto, finora. Una volta da piccolo, presi il flicorno è sputai due Fa, due Sol e forse qualche Mi-b.

    Ciao 😉

  2. a me dispiace sto fatto che ci stiamo imborghesendo, facendo rimanere nella pancia sentimenti sani come quelli di gioia dopo una vittoria.
    Il problema è che poi li facciamo riaffiorare al seggio.
    Davvero dalle tue parti non funziona la cosa dei piatti? Ma non sei pugliese?

  3. I campanacci, trombe a mano e il carosello di auto per il paese, ma di coperchi di pentole usate a mo di piatti proprio non ricordo. Probabilmente una mosca bianca c'è stata, ma credo niente di più. 😐

    Ciao

  4. il mio è un ricordo legato ad un pò di tempo fa, magari non è più cosi neanche dalle mie parti.
    La puglia non posso dire di conoscerla bene…ho passato soltanto quindici giorni d'estate qualche anno fa…ma da Monopoli fino a Santa Maria di Leuca…

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