Cronaca da un addio al celibato

Ancora non ho capito se sia stata la nostra festa, piuttosto che quella del festeggiato.

Perchè davvero questo fine settimana abbiamo dato fondo alla nostra creatività, ed alla nostra crudeltà, per festeggiare il primo della compagnia a metter su famiglia.
Il coinquilino, il collega di studi all’università, il compaesano, tra poco più che una settimana farà il passo più lungo.
E visto che già l’evento mette i battiti in accelerazione con la sola idea a molti di noi, abbiamo pensato di esorcizzare i nostri pensieri trasformandoli in un grande gioco continuo, che non si sa ancora se sia finito.
Tutto organizzato in pochissimo tempo, nonostante ne continuassimo a parlare da almeno due mesi senza riuscire a trovare una soluzione buona per tutti.
Ed allora venerdi è scattato il piano d’emergenza, che forse per quel bel pò di improvvisazione, è stato il migliore.
Con una scusa decidiamo di lasciarlo a casa, io ed N. usciamo da casa per incontrarci con il terzo della compagnia. Appuntamento in autogrill e poi dritti verso Bergamo Alta, il punto migliore per realizzare ciò che avevamo in mente.
Salita in funivia e poi in un bar davanti ad una birra per preparare la caccia al tesoro. Biglietti bruciacchiati per l’occasione ed una miriade di vicoli ed angoli dove nascondere i nostri messaggi.
E devo dire di aver dato fondo alle mie esperienze da vecchio scout, in quanto a sadicità.
Ci sediamo intorno ad una fontana, notebook sulle gambe, cellulare per chiamarlo nel sonno, e all’una di notte lo contattiamo.
– “Sveglia P., collegati su Skype!”
Comincia cosi la caccia, via webcam, fin dall’individuazione del posto in cui ci trovavamo.
Ci dovrà raggiungere poi, vestirsi durante la caccia in modi piuttosto ridicoli, ed essere vittima dei nostri scherzi e delle risate dei bergamaschi oramai coinvolti nel nostro divertimento. Su e giù per la borgata.
Fino alle sei del mattino, quando oramai stanchi, torniamo a casa soddisfatti, dopo aver bevuto una bottiglia di Nero d’Avola, giusto premio finale, sul belvedere di Bergamo.
Ma non era finita.
Sabato di riposo. Anche la sera in casa. Per una giusta causa.
E poi, alle cinque e mezza del mattino, le note di “We are the champions” a svegliarlo. Banale si, ma quanto mai efficace.
Lui nuota nel letto, guarda l’orologio e ci maledice.
– “E l’ora di svegliarsi, prendi costume, maglione di lana e scarpe da ginnastica.”
Si fila in macchina fino alla Val Sesia.
Oramai ha già capito tutto. Si va a far rafting.
In un posto magnifico, nonostante il cielo uggioso della mattina. Ai piedi del Monte Rosa.
Io felice come un bambino e non vedevo l’ora.
Una giornata davvero unica, nonostante la defezione del festeggiato stesso, dopo il terrorismo psicologico degli istruttori, che ha un pò sferzato anche i nostri entusiasmi per un pò.
Ma forse non voleva rischiare troppo, sennò la promessa sposa ad un benchè minimo danno, avrebbe fatto nero lui e poi anche noi!

Ma due ore e passa in acqua ghiacciata a pagaiare contro la corrente, a lanciarsi tra le rocce delle gole, a capovolgersi con i gommoni, e comunque la sua gratitudine nei nostri confronti per aver ideato tutto questo che era chiara nonostante alcuna parola, ha annullato tutto.
Perchè poi ad aspettarci in un rifugio c’era polenta e selvaggina in quantità e del buon vino.
Cosa chiedere di meglio che un paio di amici e un bel pò di sorprese per vivere spensierati?


(e non è ancora finita).
Qui un pò di foto.

2 pensieri su “Cronaca da un addio al celibato”

  1. Bellissimo fare rafting! In effetti non si capisce per chi sia stata organizzata la giornata…
    In questi giorni con i miei amici sogniamo, invece, un salto con la corda da un ponte…!
    Ciao,
    Emanuele

  2. L'abbiamo preso in giro tutto il giorno, poveraccio!
    In fondo però è solo il primo, già se ne preannunciano di nuovi per l'anno.
    E poi chissà se conoscendomi, per il mio, non organizzeranno qualcosa di decisamente più folle!

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