Le due categorie

In vena di semplificazioni oserei dividere il genere umano in due categorie.
Esistono coloro che consapevoli dei propri difetti cercano di migliorarsi e di superare le proprie debolezze, e coloro che invece pur essendone ugualmente consapevoli se ne compiacciono e ne fanno una ragione di vita.
Una vita senz’altro più semplice. Coloro che, per dire, manifestano un carattere sgorbutico non verranno mai importunati o giudicati per un comportamento spiacevole. Di loro, si sa, hanno un brutto carattere, e su questo non ci si può far nulla.
Stranamente coloro i quali cercano di trovare equilibrio, e mostrarsi disponibili, dovranno avere l’obbligo essenziale di dimostrarsi tali in ogni occasione, senza alcun cedimento. Non è ammesso per essi sbaglio alcuno.
Per dire, di un politico riconosciuto pubblicamente come bislacco e corrotto non verrà messa in rilievo la piccola sbavatura, ed altre doti verranno esaltate.
Piuttosto del povero medico che opera in zone di guerra, o del parrocco di periferia che si da un gran da fare, si cercherà sempre un qualcosa, anche piccola, che possa macchiare il suo essere.
Forse lo si fa per avvicinare chi è meglio di noi alla nostra mediocrità?
Il problema in definitiva, al cui vorrei trovar risposta oggi è, quindi, comprendere chi vive meglio, e quale risulta la tattica vincente per scalare la montagna della propria soddisfazione personale, chimera che tutti osiamo voler raggiungere?

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