Ho voglia di leggere un Topolino

Fu cosi che fui invitato a questa cena.
Ristorante milanese, lunedi sera.
Non conoscevo nessuno, ed ero stato invitato da un ragazzo con cui avevo avuto uno scambio di mail in giornata e che si è dimostrato subito molto disponibile.
Sarebbe stata una cena tra un pò di milanesi del circolo. Ho pensato bene di andare, quanto meno un’occasione per conoscere un pò di gente nuova e con la quale condivido un pò di idee.
In effetti la serata non si è rivelata per niente male. Gente molto interessante e stimolante con cui difficilmente avrei avuto modo di entrare in contatto altrimenti.
Si è parlato dei progetti in corso, di quelli che avevano chiuso, e poi un pò di discussioni a campo libero. Una bella serata che spero si possa ripetere in fin dei conti.
Tornando a casa però non mi sentivo a mio agio. C’era qualcosa che non andava. In effetti poi ho capito. E ne avevamo parlato già con qualcuno durante la serata. Qualcosa che mi ha dato sempre sui nervi. L’atteggiamento elitario di molti della sinistra e notato in qualcuno ieri sera. L’arroccarsi sulle proprie conoscenze in maniera totalmente incosistente e fine a se stesso in cui ciò che importa non è chi ti ascolta ma cosa tu stai dicendo. Gratificante per chi si autocompiace di se stesso. E che ieri sera ha spento per esempio molte discussioni dividendo il tavolo.

Non mi piace perchè è un atteggiamento che non unisce, anzi allontana tutti coloro che vorrebbero prestare l’orecchio per interesse casuale ma che poi scappano via non comprendendo l’argomento di cui si parla.
E’ l’atteggiamento che poi allontana, portando l’argomento più in alto, tanti dalla sinistra. E che dall’altra parte viene raccolto attraverso un linguaggio a volte fin troppo puerile (ma cercato e voluto) da chi adesso è al governo. Mica fessi.
Purtoppo è la semplicità della sintesi che non si riesce ad avere.

Appena arrivato a casa avevo solo voglia di andare a recuperare un vecchio numero di Topolino.

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