La salita e adesso rifiatare

Un passaggio sostanziale ieri. Un’attesa snervante di un momento come questo che consentisse di vedere il futuro finalmente con minor paura.

Due anni sono passati da quel giorno in cui al telefono ho sentito la voce rotta dalla rabbia dal pianto per la delusione di un lavoro caduto nel vuoto.
Due anni passati a rincorrere mille strade dalle quali si sapeva benissimo non si potesse trarre nulla di che, soltanto per tirar su la testa per poi rimetterla sotto la sabbia. Ulteriori delusioni e l’autostima che andava giù.
Gli ultimi mesi sono stati ancora se vuoi peggiori, a chiedersi se fosse giusto non cedere a compromessi sempre rinnegati. Perchè quando non va bene cominci ad interrogarti anche su questo. Senza ipocrisia. Ma con molta disillusione.
E poi questo concorso portato avanti da 5 anni sembrava qualcosa di inarrivabile. Partire in 25000 per arrivare in soli 400. L’1,6% del totale. Impossibile. Ed invece le prove sono state scavalcate un passo dopo l’altro, fino a quest’ultima. E il terrore di non farcela diventava sempre più grande, perchè poi quale sarebbe stata l’alternativa? Sicuramente non sarebbe stata l’ultima spiaggia, altre occasioni si sarebbero potute aprire. Il Piano B era acceso nella mia mente. Ma era l’occasione per fare ciò che si desiderava.
La voglia di studiare latitava ma solo nelle ultime settimane le forze si sono riunite. Nonostante le crisi di questi ultimi giorni, i pianti e la confusione.
E ieri finalmente l’esame e una nuova possibilità che si apre. E’ andata meglio di quanto potessi desiderare.
Adesso è arrivata l’ora di ripartire. Con la speranza che dopo tanta salita sia arrivata l’ora di rifiatare.

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