Assenze non giustificabili

E’ già da un paio di settimane che non riesco a seguire costantemente questo blog.
Molto hanno fatto gli impegni che pian piano hanno infittitto la mia agenda in quel desiderio ormai costante di movimento e segno di un inquietudine che mi fa odiare il tempo vuoto nell’ozio. So già da me che non è molto normale come modo di fare, ma la paura dell’immobilità è più forte di tutto. Riesco a farlo forse quando vedo intorno a me il mondo muoversi, ma non riesco a viverlo quando ciò che i miei occhi possono vedere sono solo quattro pareti.
Se sia un bene o un male non so, per il momento non mi interessa e comunque si cercava di parlare di altro.
L’impossibilità di trovare del tempo può anche rivelarsi un’ottima scusa quando perdi in parte le motivazioni. Non nel tenere un blog, perchè comunque sia è nato per dei precisi motivi, alcuni molto personali e che comunque continuano a valere, ma che mai sono riuscito a descrivere qui.
C’è stata in parte una sorta di delusione post-elezioni comune forse a molti di noi che continuano a crederci, ma che ha contribuito a quel clima generale che sento nell’aria di rompete le righe, lasciamo perdere, tutto è ormai inutile ed irrilevante. Persino controproducente. In parte è vero, ma almeno a livello personale cosa c’è di più utile del futile? Ma finito quell’entusiasmo era comunque cercare un attimo per trovare nuove cose alle quali appassionarsi.
Credo che comunque quello che più ha contribuito a questo momento di stasi è la difficoltà nel raccontare le storie di tutti i giorni, nel raccontarmi con continuità, proprio per quella dimensione pubblica che assume il blog e che da la possibilità a chi lo voglia di leggere quello che è la tua vita.
E che comunque costituisce un blocco perchè sicuramente mi risulta più facile raccontare le malinconie e i pensieri più disturbati piuttosto che le gioie e le emozioni più gratificanti.
Sto insomma imparando ad usare lo strumento con equilibrio che non è poi tanto quello di raccontarmi ma quello di condividere pensieri con chi più o meno da vicino si trova ad entrare in questa ristretta porzione di mondo visibile da qui.

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