La democrazia che non c’è

La parola democrazia è vuota. Non ha significato quando coloro che votano non sono liberi da condizionamenti. E quando le proprie scelte sono ricattabili un paese non si può definire libero.

E Palermo non è libera, la sensazione l’abbiamo sempre avuta sentendo parlare di voti comprati, di banconote da 50 euro spezzate a metà, di pacchi di pasta, buoni pizza, regalati nelle piazze più popolari, nel sentire storie di promesse elettorali puntualmente svanite dopo le elezioni.
E’ solo il prezzo a variare, a seconda della piazza in cui ci si presenta. Alla famiglia che stenta a campare offriamo un pranzo, al ragazzino modaiolo un telefonino, al ragazzo in cerca di lavoro il corso professionale con futuro, ipotetico lavoro, e così in un crescendo inimmaginabile che porta le casse della Regione a svuotarsi nella rete di clientele. Un sistema non democratico che si autoalimenta per perpetuare questo schema all’infinito e che così non ha interesse nel creare lavoro, prospettive e ricchezza.
Venerdi la notizia dell’arresto dei due presidenti di seggio ha si destato scalpore, ma non ha detto nulla di nuovo. Soprattutto per il fatto che questi voti favorivano una lista pro-Cammarata. Le elezioni di due anni fa sono state ricchissime di anomalie, come dimostrato nelle denunce già presentate ai tempi da Orlando e non solo.


Alcune di queste voglio elencarle:

– al momento dell’insediamento dei seggi la domenica mattina, i plichi delle schede risultavano aperti in molte sezioni e nella quasi totalità di questi casi mancavano da una a 100 schede. Ciò è gravissimo perché le schede mancanti possono essere utilizzate per far votare fuori dai seggi secondo le proprie indicazioni e sotto lo stretto controllo di uomini di Cosa nostra;
– in alcune sezioni sono stati rinvenute nell’urna e regolarmente spogliate pacchetti anche di 160 schede che risulterebbero tutte votate dalla stessa mano e con la stessa grafia, in favore del medesimo candidato, e per di più con matite non corrispondenti a quelle copiative in dotazione ai seggi (come dimostrato dagli arresti);
– in alcune ore (soprattutto la mattina presto) si è registrata una formale elevatissima affluenza di elettori che non appare sia stata corrispondente a un effettivo sovraffollamento dei seggi;
– diversi elettori sarebbero stati sorpresi all’interno delle cabine di voto intenti a fotografare la propria scheda con telefonini;

Peraltro, la scelta degli scrutatori, a seguito di una scriteriata legge approvata alcuni anni fa dal centrodestra, non avviene più per sorteggio ma per nomina. In Sicilia, gli scrutatori sono nominati da una commissione presieduta da un dirigente del partito Udc. Penso che questo sia già sinonimo quanto meno di poca trasparenza, viste le note frequentazioni degli esponenti del partito di Cuffaro.
Insomma una realtà da Nigeria o Zimbawae, per questo alcuni cittadini hanno deciso di scrivere all’Osce per chiedere l’invio di osservatori, proprio come avviene nei paesi a rischio.
Firmate la petizione cliccando sul banner in alto.

Nei giorni scorsi inoltre Stefania Petyx a Striscia la notizia ha presentato un video di denunce elettorali e dalla giornata di ieri con una poltrona risiede a Piazza Indipendenza per chiedere la possibilità di eliminare le tendine dai seggi elettorali per consentire agli scrutinatori la rilevazione dell’uso di telefonini. Addio Pizzo ha appoggiato l’iniziativa.

P.s. Da guardare il video delle iene che qualche settimana ho segnalato anch’io.

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