Che fine ha fatto l’agenda?

Tra i tanti misteri che avvolgono la strage di Via D’Amelio rimane ancora senza chiarimenti la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino, il diario in cui raccoglieva appunti riguardanti le ultime indagini, tutti i suoi incontri. Soprattutto raccoglievano gli interrogatori che in quei giorni conduceva con importanti “pentiti” quali Vincenzo Calcara, Gaspare Mutolo e Leonardo Messina. I tre stavano rivelando molti dei legami tra mafia e politica, mafia e servizi segreti, tra mafia e imprenditoria. Ciò che si trovava all’interno poteva portare ad un terremoto in Sicilia e non solo.

L’indagine in corso dalla procura di Caltanissetta accusava Giovanni Arcangeli, nel ’92 capitano dei carabinieri, oggi tenente colonnello, della scomparsa dell’agenda.

Un’inchiesta di RaiNews 24 ha spiegato nei giorni scorsi molto bene quello che è successo in quei momenti concitati. Il primo giorno di aprile quest’uomo è stato assolto per non aver commesso il fatto, direttamente all’udienza preliminare. Lui, interrogato soffre di amnesia, non riesce a ricordare perché si allontanò di sessanta metri circa dall’auto del giudice per poi tornare indietro.
Ciò che questa foto racconta è quindi un illusione ottica, lui non si sta allontanando, forse neanche esiste, nulla esiste. I grandi giornali a questo non hanno dedicato non più che un trafiletto. Nei telegiornali non si sa neanche di cosa si stia parlando. Ulteriore prova che quell’attentato è stato solo un brutto sogno.

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