Analisi post voto/3. La solita gattopardesca Sicilia

Giuro, un pugno nello stomaco mi avrebbe fatto meno male. Ancora sento il conato salire le mie viscere. Una reazione cosi incontrollabile cosi come risulta incomprensibile capire le ragioni di tanta ottusità.
I risultati d’altro canto parlano chiaramente:

Lombardo 65,35%
Finocchiaro 30,38%
Sonia Alfano 2,48%

Non lasciano adito a malintesi. Alle regionali come alle politiche. I Siciliani hanno scelto il vecchio sistema nel quale evidentemente riescono a mantenere i propri piccoli interessi, nel quale riescono a sguazzare allegramente. Ora è il momento di sentire argute sintesi sulle ragioni del voto, su come in Sicilia vi sia il bisogno di autonomia, di camminare da soli. Discorsi vuoti di ogni contenuto che forse possono intrattenere chi non conosce la realtà, di certo non chi vive o ha vissuto quella realtà senza stare con gli occhi chiusi. La stragrande maggioranza dei Siciliani non vota perchè crede in qualcosa, vota perchè può mangiare, e per ogni livello sociale c’è il piatto giusto.
Risulta difficile spiegare qui al Nord le ragioni di questo plebiscito verso coloro che di certo non hanno governato bene. Per farlo prendo un piccolo esempio, un paese piccolo ma che penso di conoscere molto bene. San Mauro Castelverde, piccolo borgo sulle madonie, milleecento metri sul livello del mare, al 2001 duemilacentosessantasei abitanti, di cui 2091 aventi diritto al voto. Un Paese che ha conosciuto negli anni la stessa decrescita demografica di molti paesini del sud. Un paese in cui non esiste industria e in cui l’agricoltura e la pastorizia, tranne alcune eccezioni, viene gestita secondo tecniche da inizio secolo (scorso però!). Una fragile economia che si regge grazie all’apporto sostanzioso e sostanziale dei fondi regionali destinati alla Forestale. Grazie ai quali si può lavorare anche per pochi mesi ma conseguire quel margine che consente di aver diritto al contributo per la disoccupazione. Una logica assistenzialista comune a tutta la Sicilia. Perchè un abitante di questo paese dovrebbe votare chi potenzialmente potrebbe eliminare questo stato di cose in cui si vivacchia si, ma si campa almeno! La vecchia logica dell’accontentarsi torna sempre utile.

Lista Pro Finocchiaro 20,72%
Lista Pro Lombardo 76,09%.

Che dire? Un piccolo esempio per capire la logica dominante. Applicata ad altri settori da il quadro completo della situazione. Una forza che è maggioranza e che ha maggior voce in capitolo rispetto a chi crede ad esempio ad un futuro con un economia slegata da interessi di parte, a chi vorrebbe soltanto vivere in un posto “normale”.
Per questo sono in un certo senso contento che abbia vinto la Lega e vinto Lombardo. Se fossero delle persone davvero coerenti e attuassero quello che promettono, attraverso il federalismo fiscale, si potrebbe dare la definitiva scossa a quelle coscienze che cosi coscienti non sono. Forse soltanto nel momento in cui non arrivassero più soldi dai Fondi Europei (a proposito dal 2013 si chiude pure questo rubinetto) o Statali qualcuno dovrebbe cominciare pur a lavorare. Oppure toccherebbe a tutti emigrare. A voi la scelta.
Vivere o morire. Aumentare le distanze economiche ed avvicinare quelle fisiche (il ponte sennò a che serve?).
Sentendo gli umori della gente che mi circondaho la sensazione che da lunedì scorso siamo un pò più lontani, sempre più incomprensibili e sempre più liberi del nostro destino. D’altra parte non si può aiutare chi non vuole essere aiutato.
E’ cosi che viene intaccata la speranza ogni giorno, a piccole dosi, con quelle piccole o grandi sconfitte che ci fanno guardare alla vita e al futuro con uno sguardo ogni giorno più cinico e sfiduciato.
Ps:Da leggere questo post su Rosalio con i relativi commenti.

Colonna Sonora: The Wings – Live and let die.

E con questo ho chiuso questa parentesi di tentata analisi.

2 pensieri su “Analisi post voto/3. La solita gattopardesca Sicilia”

  1. hei mao. devo dirti la verità l e logiche elettorali siciliane mi fanno morire dal ridere. se nel bene o nel male nel resto dello stivale si é creata una logica di alternanza al potere. in sicilia qulsiasi cosa accada, i risultati sono sempre gli stessi, sempre gli stessi. come quelle fantademocrazie latinoamericane, dove nonostante i poveri rimanessero poveri il potere rimaneva sempre nelle mani dello stesso partito.

    detto questo la sinistra ce l’ha una struuttura in sicilia? no perché in Brasile Lula alla sesta elezionie ce l’ha fatta…. trovare un candidato, un puro che si ripresenti a go-go e fra una sconfitta e l’altra strutturi la sua presenza sul terrtorio?

    si forse ragione da continentale…

    PS.: mi ha stupito la storia che la regione sicilia offre un rimborso del 60% per votare ai siciliani che vivono in altre parti d’italia.

  2. scusa aggiungo il tono del mio post non voleve essere sarcastico.

    mi dispiace che sia cosi in sicilia. e davvero non capisco le sue strane logiche elettorali (comunque vada vince sempre lo stesso lo partito)

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