Il Silenzio dell’Occidente

Assistiamo in sommesso silenzio alla strage in atto in Tibet. Il governo cinese liberamente decide di esercitare il proprio potere militare e il mondo intero rimane a guardare. Prevale come sempre l’economia sui diritti. La politica si dimostra incapace di dimostrare la propria supremazia, e anche la Chiesa si guarda bene da esprimere un parere forte su ciò che accade.
L’unica proposta risulta quella di boicottare le Olimpiadi, perchè il più che possiamo fare è provocare un danno simbolico. Forse inutile, è lo stesso Dalai Lama a sostenere che sia del tutto inappropriato penalizzare milioni di cinesi. E questo fa entrare ancora più in confusione ma ci fa comprendere la forza spirituale di questa guida deposta del suo potere, rimpiazzato da un Cinese nel suo ruolo e costretto a vagare per il mondo mendicando strette di mano.
Credo però che sia l’unico modo in mano a noi cittadini di quell’Occidente “patria dei diritti” esprimere in qualche modo il nostro dissenso. Anche se le federazioni sportive non boicotteranno le olimpiadi, potrebbe essere una bella utopia immaginare degli spalti vuoti e gli ascolti ai minimi storici, così da far crollare ogni introito pubblicitario e rispondere in maniera cosi diffusa alle stragi in atto.

Da leggere: Se prevale la RealPolitik di Federico Rampini

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